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DIO NON ESISTE
poiché esiste il caso
L'assunto che la conferma
dell'esistenza del caso,
cioè della non-linearità causale, nella fisica delle particelle subatomiche,
nell'astrofisica e nella biologia, significhi
la non-esistenza di alcuna forma di divino, si affaccia intorno agli anni
'30 del XX secolo. All'epoca era già noto che, secondo la teoria
evoluzionistica, le mutazioni genetiche e la nascita di nuove specie viventi era
completamente affidata al caso, ma ciò entrava in rotta d icollision e sia con
la dottrina monoteistica del "Non si muove foglia senza che Dio non voglia" e si
con quella panteistica espressa da Einstein con l'asserto "Dio non gioca ai
dadi.
Nel 1970 il biologo Jacques Monod, premio Nobel per la medicina nel 1965, scriveva:
"L'uomo finalmente sa di essere solo nell'immensità indifferente dell'universo da cui è emerso per caso. Il suo dovere, come il suo destino, non è scritto in nessun luogo. A lui la scelta tra il Regno e le tenebre."
Dunque, secondo Monod, nessuna Provvidenza veglia sul destino degli uomini, nati per caso da un primate il cui genoma nella notte dei tempi ha subito una casuale mutazione genetica che dato inizio a un tipo di scimmia bipede, poco pelosa, che può usare le mani per fare cose, ma che non è più competitivo nell'arrampicarsi sugli alberi per procurarsi cibo. Si tratta di una "scimmia atterrata", l'australopithecus, soggetta agli attacchi delle grandi fiere, più veloci e forti di lui.
Afferma il fisico e cosmologo Lee Smolin nel suo La vita nel cosmo del 1997:
"Dunque non c’è mai stato un Dio, non c’è mai stato nessun pilota che ha fatto il mondo imponendo un ordine al caos rimanendone poi al di fuori ad osservare e a prescrivere. […] Tutto l’Essere è nelle relazioni tra le cose reali, sensibili. Tutto ciò che abbiamo come legge naturale è un mondo che si è costruito da sé."
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